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Il
Supplente. Un'
incursione autobiografica di un professore supplente, ridotto a
segno indolore, che, in attesa di titolarità, va alla ricerca del
contrappunto storico, di una unità di intenti per dialogare
all'interno del corpo comunitario. Un divertissement in cui il
quotidiano violento e la tensione del dire convivono in un trionfo
immaginario, palpabile e evanescente, ma più reale della
realtà, il quale si realizza attraverso la volontà di forma, la
fissazione del corpo, sede incarnata del desiderio. Infatti,
affrancato dal senso canonico, il testo segue i ritmi
dell'entusiasmo, le sue leggi di godimento, viaggia nella fluidità
di alcune metafore ereditate; fa della collisione del senso il
proprio asse rotante, sorprende il proprio effetto con briosa
studianza. Ma, sempre in perdita, finisce con l'accreditare tutto
sul conto aperto delkla poesia, questa memoria circolare, questo
giubilo euforico di una deriva permanente.
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