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ALFONSO
MALINCONICO
TROMBOCITEMIA
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TROMBOCITEMIA
Questo
libro plurale e sorpresivo
—
un
vero e proprio recupero memoriale
—
scatenato dall’arrivo improvviso della
Trombocitemia,
credo
sia da leggere innanzitutto come una iniziazione all’enigma della
vita in tempi tribolati dalla guerra. Siamo in una città martoriata
e nei riti di una napoletanità pronta a cedere ai colori
folcloristici, dove un ragazzo si apre a quel vasto finzionale,
scoperto dapprima nella prostituta che vinta dallo sfinimento si
torce in abbandono economico e poi nel poeta fingitore che, per
amore di menzogna, finge che è dolore il dolore che davvero sente.
Persona ormai matura, pressata dalla malattia, incontra la propria
fine e torna agli inizi. In preda a un’istintiva volontà di salvare
ogni testimonianza di sé, riordina per non perderli ricordi, carte e
frammenti di vita e li consegna alla forma - un ultimo svettamento
Gaudì
—
prima del caglio finale. L’imperativo della
ricerca sullo sfondo rimane sempre lo stesso: è bene spostarsi e
liquefarsi in barba ad una immobilità che nel profondo non ci
appartiene.
Alessandro Carandente
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